venerdì 20 maggio 2011

Crono Silente di Grazia Calanna

Crono Silente
di Grazia Calanna (ed. prova d'Autore)

“Al confine col cielo” la poesia di Grazia Calanna, dilacerata da una costante ansia metafisica. Versi come passi di danza, danza sui carboni ardenti di un mondo “sordido” e “scoscenziato” che, babelicamente, “parla lingue confuse”. La forza delle verità assolute, spesso “indigeste”, guida il cammino di un libro dal lessico intriso di dolore e sapienza, fede e accettazione mai rassegnata. Agguerrita contro ogni ingiustizia e indifferenza umana, lucida fotografa di miserie esistenziali, la lirica, a tratti espressionista, dell'autrice, ha per compagno infedele il silenzio, declinato nelle sue molteplici sfumature psicologiche (è custode, sconosciuto, logorroico, doloroso, madido, placante, invadente, stolto), quasi fosse vera e propria camaleontica persona. Altro protagonista della silloge, Crono, tiranno dalle “mani piromani”, il tempo divorante che ingurgita l'uomo nel suo “baratro”, incenerisce i sogni e reclude in spazi asfittici “contronatura”. Alla quotidianità asservita a Crono, malata di fretta, si oppone la “maestria” dell'anziano, vero “signore del tempo”, l'ingenuità infantile (Ignaro / un fanciullo disegna arcobaleni di quiete […] Gogna ) e nemmeno la morte fa più tanta paura anzi diviene complice di senso e “stupore” (Dipartita / riporti in vita / ricordi avviliti dalla vita / gemme di sale in gocce di senso rinvenuto - Stupore). Una poesia alla ricerca dell'essere puro, “eterno”, consapevole dell'incapacità del linguaggio stesso di afferrare le cose, i concetti (La parola / incompleta carceriera […] Parentesi), volta verso essenze celesti e albe sorridenti dove smettere, finalmente, “di cercare risposte”.
Luigi Carotenuto
Argonauta
di Gabriella Bertizzolo (ed. Marsilio)

Riecheggia il mito nel percorso tra gli inferi e l'Eden psichici dell'ultima silloge poetica di Gabriella Bertizzolo, Argonauta. Intitolata così “proprio per il grande fascino che fin da bambina questo “viaggio” per antonomasia ha esercitato su di me”, dichiara l'autrice in una nota del libro; e come gli Argonauti alla ricerca del Vello d'oro così la poetessa si muove in cerca d'espiazione catartica, “tra il nihil e l'omnia”, tentando di riagguantare memorie, speranze e doni perduti, sottraendosi alla “morsa del Vuoto” che trattiene “con ghigno beffardo”. Avvinta da una “...insolvibile concupiscenza / di conoscenza”, madre di diletto e tormento, la Bertizzolo spreme intelletto e cuore “nella nivea pagina” dove “le parole sono mute” tra significati e significanti estenuati. Un duro lavorio interiore, anche inconscio, al quale fa da contrappunto la ricercatezza ed eleganza formale dei versi (Nell'infinito riassunto di vita / spaurito, alzi la mano / e con occhi sporchi di fiaba / chiedi cinture di sicurezza […] Ars docendi). Mito e psicanalisi sono sempre andati a nozze da Freud a Jung e in questa raccolta trovano ampio terreno fertile grazie allo scrutare analitico, all'utilizzo semantico e lessicale del dizionario classico (dal greco al latino e le lingue neolatine). Senza stridori, c'é spazio anche per la trascendenza di matrice teologico-cristiana (Inesauribile torcia di Fede / faro di Speranza / travaso di Carità / […] sulle gracili spalle sostieni / il macigno di confidenze tremende. Credo quia absurdum), diverse infatti, sono le poesie dedicate a figure di santi o eremiti. Fra interiorità e alterità, in attesa della “demiurgica Parola”, gravita sospeso l'universo simbolico di Argonauta, apotropaico antidoto al tedium vitae.
Luigi Carotenuto

l'EstroVerso Poesia

Salve sono l'inserto poetico del bimestrale culturale l'Estroverso (www.lestroverso.it) ...